HOME
ARTI E MESTIERI
GRUPPO MUSICI
CONTATTACI
GALLERY
La Moneta di San Giorgio
Il Carattere della "Moneta Grossa" della Contrada San Giorgio è puramente rappresentativo, poichè non viene usato come denaro ma sarà a testimonianza della ricchezza della Contrada. Questo lato della moneta, che non verrà mai cambiato, è raffogurato San Giorgio che trafigge il drago con la dicitura "San Giorgio protettore della Contrada" (Sancti Georgii Custos Vici). In data 31 dicembre di ogni anno, i punzoni raffiguranti le opere, verranno posti a sigillo in blocco di vetro e coservati presso la sede. Il metallo usato per queste monete è argento 925, ha il diametro di mm. 28 e pesa gr. 16 c.a.. Le monete in numero limitato di pezzi, sono battute a mano e registrate sul libro della Contrada.
Anno 1996
Per la prima edizione la facciata è stata dedicata all'antica Chiesa di San Giorgio che sorgeva dirimpetto alla facciata dell'ospedale Pietro F. Calvi, con la dicitura "Chiesa di Piazza Maggiore" (Aedes in Sacra Foro Maximo Novalis).
Per l'anno 1997, è impressa la Colonna della Pace. La colonna di marmo (1541) finemente lavorata è opera di Paolo Pino Veneziano. Sorge nell'incrocio delle quattro strade a ricordo della cessione delle discordie suscitate dalla famiglia Zandonato contornata dalla scritta: Pauli Pini columna Pacis, (Colonna della pace opera di Paolo Pino Veneziano).
Sul rovescio (per il 1998) figura la lapide di marmo con la scritta: M. Maripetro praetori nobalensis coitas (datata 1540).
Sul rovescio (per il 1998) figura la lapide di marmo con la scritta: M. Maripetro praetori nobalensis coitas (datata 1540). La lapide si trova sul vecchio ponte delle Beccarie, uno dei quattro ponti del Fiume Marzenego che scorreva attorno la Rocca dei Tempesta, diviso in due corsi dacqua.
Anno 1999
Con la consacrazione della nuova Chiesa Di San Giorgio, 23 aprile 1401 ebbe inizio a Noale l'usanza di correre il Palio. La moneta di questo anno raffigura il percorso del Palio di San Giorgio, corso con cavalli berberi il giorno di San Giorgio; il percorso più lungo di un miglio, incominciava dal "Mulino del Corso" fino ad una torretta chiamata "Il Porton di Bustreo".
Anno 2000
Sul Rovescio della moneta si raffigura la "Loggia", con la dicitura "Porticus oblonga cum columnis et arcubus in foro maximo" (Loggia oblunga con colonne e archi nella Piazza Maggiore). La loggia si trova dirimpetto la facciata dell'Ospedale Civile Pietro Fortunato Calvi in Largo San Giorgio, venne costruita dopo il barbarico abbattimento della chiesa di San Giorgio (1897)
In completamento per gli anni 2001 - 2011
Il rosolio è l'elisir, risalta il momento magico della festa e del riposo dopo lunghi tempi di faticoso lavoro. Durante le antiche fiere, im mezzo ai vari espositori, si poteva sempre trovare e degustare questa bevanda estratta dai petali di rosa, molto gradevole e leggermente alcoolica. Le popolana che somministrano il rosolio, dispongono anche di una ottima mostra di bottiglie in vetro dipinte a mano con i simboli della Contrada.
Il mugnaio raffigura la tipica realtà contadina. Andare dal mugnaio significava gioire per la trasformazione del prodotto della terra. Il frumento diveniva prima farinaceo e poi farina. Si poteva finalmente impastare e degustare quel pane che da secoli e secoli allieta tutte le tavole del mondo. La coreografia è semplice ma efficace: il mugnaio con il tipico costume e relativo cappello movimenta a mano l'antica macina di pietra. E' coadiuvato da popolane che provvedono alternativamente ad immettere il grano nella macina e a raccogliere il macinato o le farine; gli attrezzi e gli accessori che contornano questa meravigliosa arte e mestiere, danno quel tocco di magia che rievoca vecchi ricordi di un lavoro che ormai è praticato da macchinari che non lasciano spazio alla fantasia.
A scopo puramente ludico questa rappresentazione vuole raffigurare degli antichi giochi di un tempo che potevano coinvolgere grandi e piccini. C'è sempre un premio per chi butta giù tutti i birilli lanciando 3 palline di pezza... volete sfidarci?
Il Battimoneta rappresenta un momento particolare ed importante nello sviluppo del commercio che si propagò, a macchia d'olio, in quel periodo nella Repubblica di Venezia, emanando così la tipica "moneta grossa" per poter meglio agevolare lo scambio tra le varie entità di lavoro e commerciali di allora; per la Contrada trattasi di tipica "moneta grossa" rappresentativa. Sul diritto è impresso il cavallo di San Giorgio con la scritta, in latino "San Giorgio protettore della contrada" , sul rovescio viene impresso un monumento o una raffigurazione che si trova o era collocato nel territorio della Contrada (ogni 31 dicembre questo punzone è messo a sigillo e posto in archivio della Contrada). Tutto si svolge in un armonioso ambiente: il mastro ferraio, aiutato da un garzone prepara e posiziona nell'incavo la cialda, poi esegue il colpo per imprimere le immagini tridimensionali nei due lati; chi verificherà pio la esatta esecuzione sarà il notaio che stabilisce la validità trascrivendo i dati in un apposito registro. Infine dei tipici popolani e popolane pongono le monete in un apposito sacchettino in iuta con chiusura a spago, allegandovi la pergamena con tutti i dati che raffigura la moneta grossa della Contrada. Il metallo che viene utilizzato normalmente è il rame; ogni anno in occasione del palio vengono emessi esemplari in argento 925, in numero limitatissimo. Le monate grosse in argento sono contraddistinte da un'apposita pergamena con numero proggressivo e registrate sul libro della Contrada.
L'erborista o il venditore d'erbe mediche era ben conosciuto e sviluppato fin dal periodo medioevale. Molti si rivolgevano a lui per trovare soluzioni salutari, per la bellezza, pozioni magiche, unguenti o tisane per alleviare i dolori o per curarsi dai vari malanni. Con questa arte la Contrada vuole riproporre un momento interessante ed una riscoperta delle cose naturali e dare una risposta attuale all'efficacia di queste erbe a noi sconosciute.
Le bambole di pezza, costruite singolarmente ed interamante a mano dalle donne della Contrada, erano portate nelle fiere e nei mercati per essere vendute e poter acquistare con il ricavato, prodotti, generi alimentari o qualche pezza di tessuto o quant'altro potesse servire per soddisfare le proprie esigenze. Nelle varie esposizioni vengono proposte, di volta in volta, esemplari diversi che raffigurano sia gli animali sia le persone, comunque tutti fatti a mano.
La contrada ha rappresentato anche questa importante arte, cercando di simulare al meglio il lavoro del pescatore e della sua maestria nel fare le reti da pesca. Nelle immagini sottostanti potrete ammirare l'angolo che viene ricreato per la pesca e la creazione delle reti.
Fare il sapone come un tempo è veramente un'arte! Fatto con grasso di maiale, acqua, pece e soda. La contrada si propone anche questa vecchia arte.